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Orecchie (2016) Alessandro Aronadio

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Marcello si sveglia con un fastidioso fischio alle orecchie e con un messaggio della fidanzata Alice che gli comunica che il suo amico Luigi, del quale però non ricorda l’esistenza, è morto. Da qui partono una serie di situazioni rocambolesche che ci raccontano la giornata di Marcello tra visite mediche, soldi da recuperare e appuntamenti da rispettare.

Questa è la trama sulla quale si sviluppa questa particolare e intelligente commedia, costata pochissimo (circa 150.000 euro, meno di un terzo di un film low budget) ma molto ben fatta sia sul piano tecnico sia su quello narrativo.

Già il formato dell’immagine è particolare: il film inizia con un formato quadrato 1:1 per poi passare all’1.85:1 classico questa scelta non è casuale ed è strettamente legata al piano narrativo e allo sviluppo della storia di Marcello, ma non dico altro per non anticipare troppo.

Il film è girato in un ottimo bianco e nero non so quanto per scelta stilistica e quanto per mancanza di fondi in ogni caso il risultato è ottimo, la fotografia insieme al montaggio (molto dinamico soprattutto nella prima parte) e alla bellissima colonna sonora sono combinati in modo molto fluido e piacevole.

Bisogna dire anche due parole sul cast che è di prim’ordine e che pare abbia sposato il progetto in toto al punto di rinunciare ai propri compensi, i personaggi sono molto ben delineati e sono molte le scene comiche e le trovate divertenti. Soprattutto la scelta dei personaggi secondari sembra azzeccatissima contribuendo alla riuscita di gag assurde, spesso mute, nelle quali i soli volti o sguardi degli attori inducono al sorriso o alla risata vera e propria. Insomma si ride in maniera intelligente mai volgare o sguaiata e questo è un altro punto a favore del film.

Passiamo ora a quello che secondo me funziona meno, la seconda parte perde molto del ritmo che abbiamo visto nella prima e i dialoghi si dilungano diventando a volte ripetitivi come pure il monologo finale di Marcello che scade in un moralismo buonista tipico di un certo cinema italiano. Anche alcune gag, per quanto verosimili e divertenti, risultano forse un po’ forzate rischiando di scivolare nella macchietta.

Nel complesso però è un film da vedere, divertente e dissacrante al punto giusto che è già un piccolo cult movie.

 

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